L’Interporto di Rovigo è un nodo plurimodale che integra tre diverse tipologie di vettori: stradale, ferroviario e fluvio-marittimo.

La struttura, direttamente collegata alle grandi vie di comunicazione attraverso una bretella che non interseca il traffico cittadino, rappresenta, oggi, un nodo determinante nella rete logistica nazionale ed europea.

I principali punti di forza dell’Interporto sono:

    • la plurimodalità ferro, acqua, gomma, si tratta di uno dei pochi casi italiani ad integrare queste tre vie;
    • l’integrazione con i nodi interportuali di Padova e Verona che permette di parlare di vera e propria piattaforma logistica Veneta;
    • la garanzia data dai vantaggi di economicità, competitività e riduzione dell’impatto ambientale che il trasporto fluvio-marittimo assicura;
    • la funzione di collegamento tra la rete dei trasporti Padano-Veneta e il Corridoio Adriatico.
    • la disponibilità di ampie zone per insediamenti produttivi nella macroarea circostante;
    • la progettazione improntata alla massima efficienza che prevede la suddivisione funzionale della superficie su cui sorge l’Interporto di Rovigo in due zone:

– una riservata completamente alla logistica

– l’altra adiacente e complementare adibita ad insediamenti produttivi connessi con l’interportualità.

Da queste caratteristiche che lo differenziano nettamente da qualsiasi altra struttura analoga derivano molteplici vantaggi per l’intero sistema economico territoriale ed in particolare per le imprese che vi si insediano.

L’Interporto di Rovigo ha saputo far leva sulla riscoperta della modalità fluvio-marittima per il trasporto delle merci, la struttura è infatti posizionata lungo l’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante, che consente di raggiungere l’Adriatico dalle province di Mantova, di Cremona e di Verona slegandosi in questo modo dal regime altalenante del Po.