Il 18 Novembre si è tenuto a Rovigo un incontro programmatico promosso dall’UNI – Unione Navigazione Interna – e dal CONSVIPO – Consorzio per lo Sviluppo del Polesine, con la finalità di elaborare un documento da presentare al neo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e dello Sviluppo Economico Corrado Passera.

L’obiettivo del documento è quello di trovare una figura di coordinamento a livello nazionale per ottimizzare i mezzi finanziari disponibili per lanciare in modo concreto il trasporto fluvio-marittimo e le vie navigabili.
All’incontro erano rappresentati i territori di Mantova, di Cremona, di Parma e di Ferrara,; le Regioni Lombardia e Veneto e le associazioni di categoria dei territori interessati.
Un evento importantissimo dedicato alla Promozione delle vie navigabili e il loro impatto sulla logistica e sul sistema industriale del nord che ha permesso alle istituzioni e agli enti rappresentativi in tema di trasporto idroviario di evidenziare le intenzioni, le linee di azione, le volontà e gli impegni di ciascuno.

La volontà condivisa da tutti i partecipanti, infatti, è quella di destinare risorse ingenti per qualificare e attivare in modo massiccio e costante un’infrastruttura che già esiste ma che ha bisogno di ulteriori risorse per poter fare un salto di qualità importante: serve maggiore competitività, così da far percepire ad ogni livello (locale, nazionale ed europeo) che l’idrovia padana rappresenta una soluzione concreta e credibile negli ambiti del trasporto e della logistica.

A supporto di questa iniziativa sono le statistiche: il Libro Bianco Europeo prevede che già entro il 2030 il 30% del trasporto merci su gomma dovrà trovare modalità alternative (addirittura il 50% entro il 2050). Si tratta di un cambiamento radicale, se si pensa che, a titolo d’esempio, degli oltre 400 milioni di tonnellate di merci che si muovono ogni anno in Lombardia, solo 1 milione all’anno utilizza le reti idroviarie.

Ad oggi, il canale navigabile Cremona – Mantova – Rovigo – mare, ha un percorso di circa 280 chilometri parallelo al Po ed attraversa il territorio delle province di Cremona, Mantova, Verona e Rovigo dove è collocato un porto intermodale in grado di accogliere le navi fluvio-marittime.

Il trasporto fluviale è già disponibile per servire il mercato della pianura padana, con un totale di merci trasportate dal 2003 al 2008 di 2.000.000 tonn. annue a cui corrispondono oltre 70.000 TIR tolti dalle arterie stradali. Una modalità che può e deve essere adeguatamente sfruttata, così come viene fatto in Europa.
L’unione Europea ci crede e lo dimostra mettendo a disposizione un contributo finanziario del 50% per l’azione progettuale necessaria a far fare all’idrovia quel salto di qualità. Un investimento di questo genere potrebbe rendere l’alto adriatico una base logistica di rilievo europeo.

Per fare questo è necessario realizzare la banchina off shore al largo dell’Adriatico che – dice Angelo Zanellato, Presidente del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine – si deve assolutamente fare. A questo punto non ha importanza in quale punto, l’importante è condividere una scelta e portarla avanti, senza campanilismi.

Con l’idrovia, l’interporto, le aree industriali per la logistica lungo l’asta navigabile interconnesse con altre aree produttive del Veneto, il Polesine si candida a svolgere un ruolo di primo piano nel progetto di sviluppo dell’idrovia padana.
Il sistema attuale, canale navigabile e fiume Po, collegato con i porti di Venezia, Chioggia, Porto Levante e Porto Garibaldi funziona e in questi anni ha trasportato milioni di tonnellate di merci.

I progetti in corso di sistemazione del Canale, le proposte dell’AIPO sul Po, i finanziamenti europei ottenuti per l’intero sistema, fanno ben sperare che le tre Regioni servite da questa rete idroviaria e che da sole producono oltre il 50% del PIL italiano, troveranno – nelle aree industriali già progettate.

L’incontro del 18 novembre è stata l’occasione per fare il punto sulle opere e sugli interventi in cantiere e in programma: tantissimi sia sul Po che sul canale navigabile, ad opera di AIPO e di Sistemi Territoriali, per ridurre i colli di bottiglia, per la gestione ottimale delle conche, per adeguare i ponti.

Anche le imprese, però, devono crederci: per farlo, innanzitutto, chiedono che il Po sia navigabile 365 giorni l’anno, che vi sia una integrazione vera tra le diverse modalità – ferro, gomma, acqua – che i porti siano efficienti, che vengano attratti investimenti e nuovi insediamenti industriali; insomma, un servizio efficace e a costi limitati all’interno di un sistema produttivo forte e concorrenziale.

Vale la pena citare la testimonianza di Antonio Monesi, Presidente Bellelli Engineering, grande azienda del settore dell’impiantistica industriale che ha sede a Badia Polesine e che ha compiuto da 3 anni la scelta di trasportare le sue merci su chiatta dall’Interporto di Rovigo. In 3 anni – dice – abbiamo spedito via acqua 5000 ton. di materiali. Noi ci crediamo e ci sentiamo pionieri in questo senso, ma cominciamo a sentire la mancanza della necessaria concorrenza tra chi fa servizi di logistica e chiediamo che ci si adoperi perché si creino condizioni più vantaggiose per le imprese.